Oggi comunicazioni di servizio ma da registrare:
il G8 si avvicina inesorabile. Non so ancora se questa volta potrò essere tra le migliaia di persone che si mobiliteranno contro ma l'intenzione è quella. Segnalo la grande manifestazione del 4 luglio, a Vicenza. Tutte le info su dove, come e quando le trovate QUI . Sul perchè direi che ci siamo già. Altre iniziative ci saranno in tutta Italia...more info.

Aggiungo:
questa settimana è uscita CARTA-EstNord. Vari articoli sul movimento e sull'onda in particolare. Il buon Lorenzo, dopo essersi sbobinato un'ora di mio seminario ha dato il suo contributo. Se siete interessati lo trovate in allegato a Carta fino a domani. Poi in rete, suppongo. Comunque, indipendentemente dalla mia presenza, consiglio la lettura...puntuale e sulle questioni, da buon cantiere! Tra le altre cose, oltre a Lorenzo, in questo numero c'è un articolo del caro Marco Baravalle...esperienze di piracy ..su questo un blog a sè stante, dato che merita!
Bene, per ora, passo e chiudo.
Stamattina dovrei lavorare, ce n'è a strafottere di lavoro qui. Lavoro, lavoro, lavoro e l'orizzonte che si allontana sempre di più. Dovevo fermarmi due settimane fa e sto ancora correndo. Fino a giovedì. Prossima deadline. Linea morta. Non sarà un caso. Linea morta, punto morto. Punto morto all'inizio di questa lunga estate, con le giornate che cominciano già ad accorciarsi. Com'è che questo lunedì mi piglia così? Bha.
In realtà stamattina mi sono svegliata con un altro pensiero: immagini. Nel fare ordine tra le carte, riviste, libri che, come le foglie del sottobosco, ricoprivano minuziosamente ogni angolo della mia stanza, tra e-mail stampate un anno fa, fortunatamente perse e ricapitate fuori ieri tra un documento inail e un contratto di "prestazione occasionale" ...dicevo, tra carte utili, carte inutili, carte intelligenti, carte come carabine fumanti, tra tutto questo moltissime immagini...lascio sempre di più la parola tradizionale scritta per i fumetti, i cataloghi, l'arte visiva. Mi sottraggo al racconto verboso..è come se, in questo momento, fosse l'onestà dell'immagine quella che mi serve. Se proprio devo interpretare, che siano i miei occhi, non le mie orecchie che ascoltano il filtro della narrazione di autori la cui limpidezza non è accertata. Sì, lo so, strano discorso da fare il lunedì mattina..in parte colpa di Gipi e della sua necessità di disegnar foglie. Funge da vaso di pandora, spesso e volentieri..ma è come la doccia appena svegli: scostare con la spugna il superfluo, ripulirsi, togliersi di dosso quella brutta sensazione di truffa ai propri danni. Sarà che il lunedì è sempre una sfida impari...

Ok, ok, lo so, sono proprio sparita. As mi ha fatto notare che forse non è poi così drammatico, significa che in queste settimane ho avuto troppo da vivere per poter scrivere.
Ma, alla fine, l'inchiostro digitale mi piace quindi, via con l'imbrattamento! Palladivetro non è ancora pronta a finire nel cimitero dei blog, magari per cedere il passo alla stitichezza di twitter o al voyeurismo di facebook, giammai!
Dunque, mi sono dottorata, ho riconquistato il mio diritto ai fine settimana di follia, inaugurato con il SS09, Summer Student Festival. Quest'anno titolo del festival: "Et toi, tu m'aimes?"...titolo da me non apprezzato...la trilogia Je T'aime, Je t'aime encore...doveva concludersi con Je ne t'aime plus. Ma Sergej era d'altro avviso!
Comunque...Spinare birra e fare mojito, vedere l'alba, ubriacarsi con vecchi amici...mio dio quanto ne avevo bisogno! Non ho ancora avuto il tempo di dormire ma, dato che ho verificato che la mia età percepita non raggiunge i 22, credo che mi sia concesso usare la formula "c'è tempo per riposarsi quando saremo morti".

Apparte le amenità, questo primo post della nuova era sarà un guazzabuglio (ah, questa parola! Non la usavo dalle superiori credo) di informazioni.
Intanto...festival musica fumetti:
C'è SHERWOOD a Padova, per tutto il mese...piccola parentesi, questo credo sia il primo anno in cui potrei non sentirmi lontana da tutto il mondo che Sherwood rappresenta. Un anno disobbediente questo, anche se con i debiti limiti. Altra piccola parentesi...non avrei mai creduto d'aver problemi ad inserirmi in un gruppo per ciò che "rappresento". Nel senso, esser ricercatrice, per qualcuno probabilmente, sta a significare: nerd, malata di lavoro, ipercoerente, noiosissima e pure un po' borghese...borghese???? BORGHESE???? Strano ma credo di essermi presa alcune di queste etichette..forse date in velocità ma comunque date. vecchi compagni se la riderebbero se mi sentissero descritta così (!!!). Per fortuna chi si è dato tempo, tra le nuove conoscenze, ci è arrivato. Peccato non tutti e non quelli più interessanti...ma questa è un'altra storia.
Oggi divago e chi se ne fotte!
Dicevo, poi...fumetti! Credo di aver comprato, nelle mie trasferte bolognesi, una quantità di carta d'annata: linus del '79, '80, '81...c'è pure quello di gennaio (l'eroina +++ era la cara Valentina di Crepax, con un Bobo nella sua era d'oro). Ma volendo avvicinarci un po' di più alle cose dei nostri giorni ...ESTERNO NOTTE del mio uomo ideale (probabilmente perchè artistoide e immagino impossibile nella vita privata, esattamente come piacciono a me) Gipi.
Ma non mi fermo a questo...monitoro la scena fumetto italiano con variante da un annetto..il tutto è iniziato per caso, per conoscere un ambiente...sono poi incappata in alcune cosette interessanti. Alcune che potete trovare sul nuovo mensile Animals..altre su Black ecc ecc, sempre coconino press.
Vivendo in quel di Venezia, dove le novità arrivano, come in Svizzera (che negli anni ottanta c'aveva i fricchettoni nudi tipici di quasi un ventennio prima, affiancati agli yuppy e ai paninari..), con un delay da era geologica...dicevo...vivendo in laguna questi giornaletti col cazzo che li trovo. Bologna quindi fornisce, in base alla fortuna che ho, le ultime novità o quelle, almeno, dell'anno prima. Mi è capitato di comprare Black, East-West, del 2008. Molti fumettisti interessanti. Spendo giusto due parole su Federica del Proposto e vi rimando al suo blog...storielle allegre, molto frivole ma con profondità. La seguo da più di un annetto e, quindi, notevole è stata la sorpresa nel leggere una sua storiella, "l'accendino"...c'ho visto una faccia conosciuta! Ma anche questa è un'altra storia!

Mi piacerebbe mostrarvi la storiella ma credo che non si trovi in rete...spassosa, spassosa anzichenò! uahahaha.
Ok, per oggi mi fermo qua. Ma, un po' come succede sempre quando si ricomincia a fare qualcosa, abbiate pazienza ora, per argomenti e modo, ma abbiate anche fiducia...torno in rodaggio e poi scintille su palladivetro!
cheers
Sono passati 20 anni. Tutti, apparte il governo cinese, se ne ricordano. E ne parlano. Non arrivano più notizie dalla Cina. Oscurate le tv, censurati gli spazi di discussione, bloccata la rete, blindata la piazza. Negazione del fatto e problemi con le unità di misura..200 o 2000?

"Per il ventesimo anniversario della protesta culminata in mattanza, Reporters senza frontiere lancia delle richieste molto precise al governo cinese:
1) il rilascio dei giornalisti, dei blogger e degli attivisti attualmente detenuti per aver partecipato o per aver citato il movimento pro-democrazia dell'89;
2) la concessione alla stampa cinese ed agli utenti internet di poter citare gli eventi della primavera incriminata;
3) riabilitare i giornalisti che sono stati trasferiti, licenziati o costretti al pensionamento anticipato per aver supportato il Movimento studentesco;
4) la fine delle censure da parte delle compagnie internet statunitensi verso i gruppi a supporto del Movimento;
5) interrompere tutte le misure repressive contro i giornalisti e gli intellettuali che hanno partecipato alla manifestazione (arresti nelle case, pedinamenti, intercettazioni telefoniche ed esilio forzato);
6) rispettare gli accordi con i giornalisti stranieri anche quando coprono attività dei dissidenti ed eventi legati al giugno 1989."..tutto l'articolo QUI
Fondamentalmente libero uso del mezzo per fare informazione senza filtri. Argomento scottante anche dalle nostre parti, nevvero?
Sembra non centrare e invece ci cade a fagiolo questo...THE EMBASSY OF PIRACY oltre al padiglione internet della Biennale.
Discorso lungo, io telegrafica. Quindi oggi suggestioni, dopo il 9 approfondimenti, magari alla luce di sperimentazioni.

Se vi siete chesti da dove vengano queste foto...Shepard Fairey
La scorsa settimana ho acceso la televisione trovandomi davanti un faccione barbuto che non vedevo da almeno cinque anni. Luca D'Innocenzo, attualmente presidente dimissionario dell'ADSU, l'azienda per il diritto allo studio dell'Aquila. Ai tempi dell'impegno universitario, rappresentante nazionale dell'UDU (Unione degli Universitari).
Fino alla scorsa settimana il mio ricordo più nitido di lui era l'asse alcolico Napoli-Aquila-Padova, le serate a Roma, le ubriacature epocali, gli scazzi verbali in assemblea il giorno dopo. Tuttti i mesi ai coordinamenti nazionali. Ripensavo all'orsacchiotto aquilano come passionario portatore di istanze legate all'accesso al sapere, al diritto allo studio in senso lato. Non solo i discorsi, ma anche le nostre azioni comuni, sono state, a mio parere, degne di nota, in mezzo a tanta fuffa.
Sono passati gli anni. Dopo l'ultimo scazzo in congresso con la nostra uscita nessun contatto diretto. Per me la laurea e la ricerca, per lui l'inizio della carriera.
Oggi gli studenti lo accusano di non essersi mosso in tempo, di non aver agito per evitare la catastrofe. Sto guardando i documenti, per capire quanto del vecchio Luca è rimasto. Teoria e prassi troppo spesso non coincidono ma lo smacco sarebbe veramente troppo grosso questa volta.

Sospendo il giudizio e cerco l'informazione. Questa volta vorrei non basarmi solamente sull'informazione ufficiale dato che in gioco c'è quella piattaforma comune che, ad oggi, io non ho rinnegato (se non per alcuni aspetti) fatta di accesso al sapere, adeguamento delle strutture agli studenti e non viceversa, politiche di supporto, alloggi.
Con l'immagine sotto faccio un po' di storia...(volutamente non metto il poster elettorale usato dall'udu, comunque questa era una delle battaglie)

Sospendo il giudizio e linko ciò che dice e che altri dicono.
Sospendo il giudizio e gli auguro di esser in buona fede e di dimostrare la trasparenza nel suo lavoro, punti che ha richiesto, come coordinatore nazionale e studente. Se così non fosse che paghi, che risponda dei suoi atti o delle omissioni.
Dicono che il mondo sia grigio, non bianco, non nero. Dicono che per fare, invece che parlare, ci si debba immergere in quel grigio. Spero veramente che l'immagine in bianco e nero, a forte contrasto, che ancora ho, corrisponda al vero. Lo spero....
Torno in una giornata particolarmente densa di avvenimenti. Oggi finisce il G8 dell'università, a Torino. Scelta infelice del nome, per tutti noi che Genova ce la ricordiamo ancora negli odori, nei sapori, nei lividi.
Ieri, G8 Ricerca, a Venezia, organizzato dal CNR. Un duro colpo per chi come me, essendo nel centro del vortice, ha avuto la notizia dall'esterno. Un nuovo esempio di come, nei giorni in cui democrazia e trasparenza sono parole inflazionate e ormai svuotate di un reale significato, tra la teoria e la prassi ci sia un reale distacco. Sono una credulona, un'ingenua: se vedo dirigenti che professano il cambiamento, la gestione dal basso, l'innovazione....tendo a dare il beneficio del dubbio. La prima inculata è arrivata e ne prendo atto (non passivamente però!).
Spero di non dove fare un secondo post per parlare dei guai torinesi, spero che oggi non siano i manganelli ad argomentare posizioni che, con le sole parole, non hanno nessuna forza.
A Torino s'incontrano i rettori, per parlare delle fatidiche 5 E...education, ethics, energy, economy, environment. Parlano di sostenibilità dell'università. Allo stato attuale decisamente un ossimoro. Oltre al fatto, che questa moda delle vocali di matrice berlusconiana c'ha rotto!

La scorsa settimana i ragazzi dell'onda, nell'ottica dei cicli di autoformazione che si stanno organizzando nelle diverse facoltà, mi hanno chiesto un seminario dal titolo "Ricerca e Sostenibilità". Argomento ambizioso..se vi incuriosisce sentire che cosa s'è detto, l'audio e un'intervista la trovate QUI.
Stay tuned.
Ah, dimenticavo...nel clima di oscurantismo generale, capita che a fiamma tricolore sia permesso di sfilare a Venezia il 30 maggio. E c'è chi sostiene che il diritto di sfilare debba esser dato a tutti.
Dato che qualunquista non sono e che non ho imparato la storia dalla tv, registro il fatto e lo collego a tutto ciò che sta succedendo in giro. No, non a tutti deve esser permesso di sfilare. 50 anni fa si è definito che il fascismo è fuori legge. E così sia, alla faccia del paese delle banane in cui vivamo.
Bene, sembra che un intero fine settimana pontifero, ma di lavoro per la sottoscritta, mi permetta oggi di ributtarmi su questa carta digitale, almeno per un po'. Sono abituata a non avere tempo, ma forse, nell'ultimo mese si è un po' esagerato.
Ma che non si creda che non mi sia appuntata, sui fazzoletti sporchi del mio inizio d'allergia di stagione, un po' di cose viste, lette, capitate insomma. Che qui, ti distrai un attimo e zac, a mo' di leggi di ferragosto (lo scorso anno ci hanno infilato la taglia precari e il maestro unico, giusto per dire che al posto della vaselina si può pure usare l'olio solare!), te la fanno sotto il naso. E puzza!
Ma per sviscerare ce vo' tempo e io, per un altro mesetto, ne avrò molto poco.
Quindi, diciamo, per ora vi invito a riflettere sulla pietosa lamentela di questo nuovo precario dei giorni nostri. Il contegno nella reazione non è richiesto.
Eh sì, lavorare 30 anni per il gruppo del caimano e poi esser silurato è triste, quasi come restarci secco in catena, dopo anni di lavoro in nero...ma per favore!
Tornerò, più verbosa che mai...ma ci vorrà ancora un po'.
SCUSATE IL CINISMO E SARCASMO SERPEGGIANTI NEL POST, MA NON C'è STATO NEPPURE IL TEMPO DI GODERSI LA BUONA RIUSCITA DELL'INIZIATIVA CHE SON COMINCIATI I FASTIDI...
"Bene, sembra che il primo obbiettivo sia stato raggiunto, sergente. Movimento, azione, mass media e un po' di colore per condire il tutto.
Facce felici, sembra. Credo che il tutto abbia funzionato, sergente.
Recluta, raccontami. Servono maggiori dettagli.
Siamo convenuti tutti in campo alle sette e mezza antimeridiane. Tutti. Quattro cioè. Giovani, convinti, un po' spossati dalla notte brava. Con la calma dei giusti si è unito il resto del plotone. Rotoli con facce dei giovani della ricerca di questo paese sono stati srotolati. Sono le sue reclute, signor sergente. Sì, le facce di quelli che il mondo intero chiama ricercatori e lei, invece, "giovani", come se fosse una colpa. Il nastro adesivo , nostro nemico giurato, ha deciso di tenderci un agguato ma alla fine, nonostante i disertori sole e caldo, il campo è stato ricoperto. Inizio di missione compiuta!
Popolazione non allarmata. C'è stata confusione tra la nostra azione e la biennale. Sergente, che dice, invadiamo la biennale la prossima volta?..mi dicono che c'è dell'arte in quel che abbiamo fatto. Su, sergente, ci pensi. Guardi che ci servirà un nuovo lavoro nel giro di poco..e io, fin da bambino, c'avevo un nonsochè...
Recluta! Ordine! E sintesi.
Sergente. Sarò essenziale. Molta gente. Circa. Seminari molto interessanti...sa che ho scoperto come scrivere albero in giapponese? E lo sapeva che la circolazione oceanica dipende dai poli?...
Recluta!
Scusi. Torniamo a noi. Sono pure venuti dei tangheri...balli sotto la pioggia sulle facce. Artistico anzichenò. Poi, altri seminari, domande, studenti. Ah, una parentesi signor sergente: gli studenti. C'è voluto molto per convincere le altre reclute, per spiegare che era bellissima la loro presenza alla nostra azione, ma ne è valsa la pena. Le altre reclute non sono di questo parere...li hanno trovati esagitati. Glielo lascio pensare, almeno finchè riesco a mantenere i nervi saldi. Io so che sono stati fondamentali.
Comunque, Sergente, l'obbiettivo "Portiamo la Ricerca in piazza" è stato raggiunto. Qualche dubbio sul corollario..."Portiamo i ricercatori in piazza"...a questo proposito, signor sergente, lei trova opportuno che si parli per la categoria? Perchè sa, sto cominciando a nutrire qualche dubbio.
Onestamente, signor sergente, le dico: le reclute migliori del suo plotone, sono state prese in consegna da altri reggimenti, stanno per lasciare la sede. Altre, addirittura, hanno deciso di unirsi a eserciti stranieri.
Signor sergente, sa, ho pensato questo: la ringrazio, è stata un'idea vincente questa azione (ups...non è stata una sua idea??). So che ce ne saranno altre. Io l'ho condivisa e portata avanti, ma ora, signor sergente, io me ne vado. Continuo l'azione senza il suo comando. Signor sergente, conti le sue fila: ne ha fatti scappare troppi. Continui pure a comandare il suo esercito invisibile. Io salgo in montagna.
Però sa, sergente, è stata proprio una bella azione, bella, bella...tutti credono che sia solo la prima. Io anche credo che sia solo la prima. Lei no però, vero?"
Ecco perchè non avete mie notizie da un po'. Vi avevo anticipato che stavo organizzando un eventone. Siamo arrivati al quid.
Ecco la presentazione
"Dopo la riuscitissima giornata di novembre scorso a Bologna organizzata dai colleghi di Precarea, finalmente domenica 19 aprile 2009, dalle 10.00 in poi in campo S. Margherita a Venezia, verrà riproposta l'iniziativa "La Ricerca Calpestata" (www.laricercacalpestata.it).
Nel viaggio itinerante delle foto di 1800 ricercatori e precari della ricerca, la prima tappa è Venezia e sarà occasione per parlare del lavoro degli enti di ricerca pubblici, delle università e non solo...
Parleremo del nostro lavoro per farlo conoscere, per far capire l'importanza di quello che facciamo, per dare modo agli "invisibili" della ricerca di parlare.
Come ricercatori (o aspiranti tali) siamo anche noi lavoratori della conoscenza e per questo la nostra iniziativa si inserisce in un discorso più ampio. Quindi saranno con noi in piazza, sostenendo l'iniziativa e avendo fattivamente contribuito alla sua realizzazione, gli studenti, i precari della pubblica amministrazione e il Movimento scuola.
Nel corso della giornata si terranno lezioni, seminari divulgativi, giochi per avvicinare i bambini alle tematiche che noi trattiamo, musica e balli.
In campo non sarà presente solamente la rappresentanza delle scienze ma anche delle discipline umanistiche.
Vi invitiamo tutti a partecipare all'iniziativa trascorrendo una giornata (speriamo soleggiata) insieme o contribuendo direttamente, portando il proprio lavoro in campo."
Ci saranno ricercatori di Venezia, Padova, Bologna, Trieste..studenti dell'Onda (dio li abbia in gloria!) e precari di ogni genere. Ci saranno fisici, scienziati ambientali, chimici, biologi, geologi, architetti, ricercatori di lingue orientali, di letteratura americana (Shaul Bassi!), archeologi, musicologi ecc ecc. Un bel minestrone direi!
Sono felice e stanchissima..chiaramente non mi aspetto che cambierà nulla di macroscopico dopo quella giornata ma riuscire a portare la cultura in piazza è come la goccia che scava la montagna. Sperem ben.
Che le immagini e le parole abbiano dei significati connotati è una cosa che sostengo da molto tempo. La sequenza delle parole, la scelta di sinonimi. Che poi sinonimi non sono. Ogni sfumatura manda un messaggio. Non sono molte le persone che, ormai, ci fanno caso. Questo gran minestrone di lettere, che sembra più una pozione magica...o un veleno.

Roberto Saviano sta attento alle parole. Passa in rassegna i titoli dei giornali e spiega da dove nasce la questione meridionale, la legittimazione del Sistema, della camorra chiamata alla moda di Casal di Principe. Spiega come la frase "giustiziato il sindacalista" non sia la rappresentazione di un fatto. La giustizia la fanno gli sparatori. In testa. E nessuno dice niente. E' normale così.
Era parecchio che qualcuno non riusciva a costringermi a 3 ore filate davanti alla tv senza uso del telecomando. Il trentenne che da 3 anni ha perso una vita a favore di un'idea ce l'ha fatta. Il balzo indietro a quindici anni fa (sì, è passato così tanto tempo!) a Falcone, Borsellino, alle loro sigarette e l'aria stanca ma il fuoco negli occhi, è naturale.
Ma qui si parla di un coetaneo. Di uno che vive in una stanza, spesso una stanza che cambia ogni dieci giorni, che una birra, un cinema, una donna, non si ricorda neppure come sono fatti. E' troppo presto. E' troppo presto. E lo sappiamo tutti che è colpa nostra. Che finchè c'è solo lui, non gli daranno pace.
Parole, significati. Vocio, Brusio. Insistente, continuo, costante. Coro. Schiamazzi. Persistenza del rumore. Per permettere, prima o poi, ad un ragazzo troppo giovane per fare l'eroe, di poter tacere sapendo che altri, molti altri, portano avanti la stessa battaglia.